Per molti dei presenti è stata una rivelazione scoprire che “Cottolengo”, nome con cui è solitamente indicata la “Piccola Casa della Divina Provvidenza”, altro non è che il cognome del suo fondatore: San Giuseppe Benedetto Cottolengo,

sacerdote che nel 1828 fonda un ricovero per i poveri dove vengono curati coloro che non hanno accesso agli ospedali, dopo 4 anni e molti malati assistiti nasce a Torino la “Piccola Casa della Divina Provvidenza” che ancora oggi si prende cura, in molti modi, dei più fragili. Nel video di presentazione, proiettato all’inizio dell’intervento di Fratel Luca Bianchini e di Padre Carmine Arice abbiamo potuto apprezzare i molteplici servizi messi in atto da questa istituzione, dall’educazione all’assistenza di persone fragili di varie categorie. Ma non si tratta di un’istituzione semplicemente filantropica, il fine ultimo dei religiosi e laici che operano a vario titolo nella “Piccola Casa” è pastorale: agire in modo che chi nella sua vita non ha avuto finora motivo di credere nella benevolenza Divina trovi qualcuno che si prenda cura di lui impersonando le mani di Dio affinché Lo possa lodare.
Oggi la “Piccola Casa” non opera solo a Torino, sede storica dell’istituzione, ma anche in varie parti del mondo, come in India, Florida, Svizzera, Equador e in vari stati dell’Africa tra cui la Tanzania dove, in collaborazione con il nostro Club, verrà creata una scuola per circa 420 bambini con un laboratorio di informatica aperto a tutti, disabili e normodotati contemporaneamente, in un paese dove culturalmente un’idea del genere rappresenta una sfida, che , non senza fatica, verrà vinta.

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