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Prof. Maria Antonia Brovelli – “Come sono nati i navigatori satellitari, da sistema GPS alla Digital Earth”

Prof. Maria Antonia Brovelli, prorettrice del polo di Como del Politecnico di Milano – “Come sono nati i navigatori satellitari, da sistema GPS alla Digital Earth”

“Voi siete qui”. La Prof.ssa Brovelli ci ha illustrato ieri sera la rapida evoluzione della cartografia negli ultimi anni.

Individuare la propria posizione in un determinato spazio è un’esigenza umana che ha origini molto lontane, da qui l’antico interesse per la cartografia, realizzata prima con osservazioni da terra, poi dal cielo ed ultimamente dallo spazio. Quest’ultimo punto di osservazione ha permesso un notevole salto di qualità nella rilevazione, rendendola molto più accurata.

Il Sistema GPS, 24 satelliti sempre operativi che permettono che qualsiasi punto delle Terra sia costantemente visibile da almeno 4 di essi, è nato per esigenze militari. In principio l’utilizzo per uso civile non permetteva una rilevazione molto accurata, problema che è diminuito notevolmente con l’evoluzione della tecnica; come sempre, in questi casi, per l’utilizzo militare i dati forniti erano, e sono, molto più dettagliati.

Grazie a questo sistema di osservazione è possibile monitorare costantemente nel tempo eventi con una precisione un tempo inimmaginabile, come lo spostamento del continente europeo verso nord est di un paio di centimetri l’anno.

Come tutte le cose, anche i satelliti, nel tempo, smettono di funzionare, e, se non è un problema inviarne di nuovi nello spazio, è impossibile rimuovere i vecchi satelliti che rimangono inutilizzati in orbita.

La Cartografia oggi è diventata digitale, distribuita, ubiqua, mobile e partecipata grazie al sistema GIS: un insieme di strumenti informatici che consentono la visualizzazione e le elaborazioni in un unico ambiente, come, per esempio, varie telecamere posizionate in uno stesso luogo che altrimenti fornirebbero dati tra loro slegati.

Grazie ad internet è stato possibile arrivare al GEOWeb: l’elaborazione di dati e processi contenuti in vari computers.

Oggi è possibile osservare con immagini tridimensionali quella che è stata la storia di un luogo, o monitorare la temperatura di un bacino d’acqua nel tempo e a varie profondità.

Il nostro tempo ha a disposizione di tutti mezzi che solo una generazione fa sarebbero stati definiti “fantascientifici”, a noi il compito di utilizzare questa conoscenza al meglio.

Graziella Saldarini