Il 25 novembre 2021, presso la Tenuta dell'Annunziata a Uggiate Trevano, si è svolto, in interclub con il Rotary Club Appiano Gentile e Colline Comasche, l'incontro con il Prof. Silvio Garattini.

La serata si è aperta con la storia dell’Istituto Mario Negri, nato grazie alla tenacia e all’entusiasmo di Silvio Garattini, quando era un giovane professore universitario a Milano negli anni sessanta. Dopo aver visitato alcuni poli universitari e centri di ricerca negli Stati Uniti decise di copiarne il modello in Italia, dove la ricerca era finanziata solo a livello statale. Per poter portare avanti il suo progetto doveva però trovare dei finanziatori che credessero nel suo modo innovativo di operare. Nel 1959 l’opportunità di dar vita al progetto si è materializzata dopo aver incontrato Mario Negri, gioielliere milanese che nel suo testamento destinò 100 milioni di lire oltre alle azioni di una casa farmaceutica al progetto. Nel 1963 la fondazione prese vita, con una ventina di ricercatori. Un altro incontro fortunato con Celestina e Aldo Daccò negli anni novanta dimostra come Silvio Garattini avesse guadagnato un posto di prestigio nel mondo della ricerca. I coniugi Daccò donarono una somma ingente per poter aprire un centro di ricerche cliniche per le malattie rare. A Bergamo, in una villa settecentesca, anch’essa parte di un lascito , aprì un centro di ricerca sperimentale che ha apportato grandi contributi alla sperimentazione clinica e farmacologica.
La ricerca è il primo tema su cui le domande dei soci si indirizzano. Poco sostenuta, si rammarica il Professore, rispetto agli altri paesi europei noi italiani siamo il fanalino di coda sia per la percentuale del Pil a lei destinata che per il numero di ricercatori, che preferiscono andare all’estero dove sono meno soffocati dalla burocrazia e dove il loro ruolo gode di riconoscimenti economici e di prestigio maggiori.
La scienza è fanalino di coda anche nelle nostre scuole, che tendono a non introdurre il metodo scientifico negli insegnamenti e rinunciano a far crescere i ragazzi nella consapevolezza che la scienza è sperimentazione, che non si possono avere risposte certe e assolute fino a quando non sono stati condotti esperimenti e sono stati raccolti dati sufficienti per avere la certezza dei risultati.
Da qui la serata procede sull’importanza delle vaccinazioni, fondamentali per fermare malattie. Viene ricordato il ruolo che il Rotary nel mondo ha avuto per la diffusione della vaccinazione anti polio nei paesi più poveri e la necessità che anche il vaccino Covid segua la stessa sorte. Anche il vaccino della poliomielite ha generato paura e incertezza, ma la scienza è riuscita a fermare una malattia che non lasciava scampo e a convincere della sua efficacia. In questo periodo l’importanza delle parole da parte degli uomini di scienza è fondamentale, aggiunge il Professore, serve a non generare diffidenza e alimentare pregiudizi nutriti dalla non conoscenza.
Tanti altri gli argomenti trattati, in un’atmosfera attenta e partecipata.
Il Past President Ezio Bertani e il Presidente del RC Como Stefano Croci, hanno concluso la serata con un ringraziamento e l’elogio all’energia e all’entusiasmo che Il Professor Garattini riesce a trasmettere. E’ stato infine rinnovato l’appuntamento presso l’Istituto Mario Negri a primavera per una cena di beneficienza che si rimanda da due anni a causa della pandemia.

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